Accordo storico per un terzo vertice intercoreano, verso la pace e il dialogo

Kim Jong Un incontra gli inviati speciali del presidente sudcoreano
Pyongyang, DPRK Today, 6 marzo 2018Il leader supremo Kim Jong Un, Presidente del Partito dei Lavoratori della Corea (PLC), Presidente della Commissione per gli Affari di Stato della RPDC e Comandante Supremo dell’Esercito Popolare Coreano, incontrava i membri del delegazione dell’inviato speciale del presidente sud-coreano arrivata a Pyongyang. Presenti erano Jong Ui Yong, Capo dell’Ufficio di Sicurezza dello Stato di Chongwadae, inviato speciale del presidente Moon Jae In; So Hun, direttore del National Intelligence Service; Chon Hae Song, Viceministro dell’Unificazione; Kim Sang Gyun, Vicedirettore del National Intelligence Service e Yun Kon Yong, capo dell’Ufficio degli Affari di Stato di Chongwadae. Ad accoglierli vi erano Kim Yong Chol, Vicepresidente del Comitato Centrale del PLC, e Kim Yo Jong, Prima Vicedirettrice del Dipartimento del Comitato Centrale del PLC.
Stringendo le mani dell’inviato speciale e della sua delegazione, il rispettato Leader Supremo li ha accolti calorosamente nella visita a Pyongyang. Jong Ui Yong cortesemente consegnava la lettera personale di Moon Jae In al Leader Supremo. I membri della delegazione speciale ringraziavano la Guida Suprema per aver inviato la delegazione di alto livello e varie grandi delegazioni alle XXIII Olimpiadi invernali come slancio che ne permetteva il successo. Ringraziandoli, dichiarava naturale essere felici per l’evento di buon auspicio dei compatrioti ed aiutarli. Le olimpiadi invernali sono state un’occasione molto importante per dimostrare resistenza e prestigio della nostra nazione, in patria e all’estero, e a provvedere la giusta atmosfera per riconciliazione, unità e dialogo tra nord e sud, aggiungeva. Ha tenuto un discorso aperto con la delegazione speciale del Sud sulle questioni emerse per migliorare attivamente le relazioni Nord-Sud e assicurare pace e stabilità nella penisola coreana. Chiariva ripetutamente che la nostra posizione è coerente e di principio e la ferma volontà di far avanzare vigorosamente le relazioni Nord-Sud scrivendo la nuova storia della riunificazione nazionale con gli sforzi concertati della nostra nazione, di cui essere orgogliosi nel mondo.
Ascoltando l’intenzione del presidente Moon Jae In per un summit dall’inviato speciale del Sud, ha scambiato opinioni e concluso un accordo soddisfacente. Consegnando istruzioni importanti sull’adozione rapida di provvedimenti pratici al riguardo. Aveva anche scambi di opinioni approfondite su come alleviare le acute tensioni militari nella penisola coreana e attivare dialogo versatile, contatti, cooperazione e scambi.
Il colloquio tra il Leader Supremo e la delegazione dell’inviato speciale del presidente Moon Jae In si è svolto in un’atmosfera aperta e sincera. Si aveva una sessione fotografica coi membri della delegazione.Accordo storico per un terzo vertice intercoreano, verso la pace e il dialogo nel nord-est asiatico
Amitie Franc e CoréeL’arrivo della delegazione sudcoreana di alto livello nella Repubblica popolare democratica di Corea è stato storico in molti aspetti: ricevuta dal Maresciallo Kim Jong Un, ha raggiunto l’accordo per lo svolgimento del terzo vertice intercoreano a fine aprile 2018 (dopo i vertici di giugno 2000 e ottobre 2007), nella zona smilitarizzata di Panmunjeom, al confine tra i due Stati coreani. La proposta per tale summit fu fatta dal Nord durante le Olimpiadi di Pyeongchang, con una lettera del Presidente Kim Jong Un portata al presidente Moon Jae In da Kim Yo Jong, Vicedirettrice della divisione del Partito dei Lavoratori della Corea. La notizia fu annunciata la prima volta dai media nordcoreani, che titolarono sull’incontro poi confermato dal capo della delegazione Chung Eui Yong, capo dell’ufficio della sicurezza nazionale del presidente Moon Jae In, rientrando a sud il 6 marzo.Chung Eui-yong e il Presidente Kim Jong-un

Durante il pranzo offerto dalla Corea democratica nella sede del Partito dei Lavoratori della Corea (già simbolo a testimonianza della fiducia tra i delegati della Corea del Sud e della Corea democratica), tutti gli argomenti sono stati messi sul tavolo. I colloqui hanno portato a un’immediata ripresa negli scambi Nord-Sud e fornito garanzie per creare un clima di dialogo e fiducia sulla sicurezza:
– il terzo vertice inter-coreano si svolgerà ad aprile, e per la prima volta non nel Nord ma nella zona di sicurezza comune a Panmunjeom;
– le due parti hanno concordato una linea di comunicazione diretta tra i leader, consultazioni e riduzione delle tensioni militari; la prima conversazione telefonica è programmata prima del vertice di aprile;
– una squadra di dimostrazione del Taekwondo e una compagnia artistica sudcoreana sono invitate ad esibirsi nel nord della penisola, dopo che la squadra di Taekwondo e una troupe artistica del Nord si erano esibite nel Sud alle Olimpiadi di Pyeongchang ;
– la RPD di Corea riaffermava l’impegno alla denuclearizzazione dell’intera penisola coreana, affermando che non ha bisogno di possedere armi nucleari purché abbia garanzie di sicurezza e che le minacce militari cessino;
– la RPD di Corea ha riaffermato l’intenzione di avere sincere discussioni cogli Stati Uniti su come denuclearizzare la penisola coreana e normalizzare le relazioni bilaterali tra i due Stati;
– la RPD di Corea è pronta ad impegnarsi in discussioni cogli Stati Uniti sulla denuclearizzazione senza precondizioni; durante le discussioni non condurrà test nucleari o balistici;
– la RPD di Corea riaffermava che le sue armi nucleari non saranno mai utilizzate contro la Repubblica di Corea (Corea del Sud) e che si tratta di una questione bilaterale cogli Stati Uniti.
Tornando ai Giochi olimpici di Pyeongchang, il Presidente Kim Jong-un dichiarava di condividere la gioia dei compatrioti nell’organizzare un evento del genere creando un’atmosfera di unità, dialogo e riconciliazione. Chiedeva di scrivere una nuova pagina nella storia delle relazioni inter-coreane, secondo gli sforzi dei coreani, in altre parole, senza interferenze esterne, seguendo un principio stabilito nel 1972.
Se la velocità con cui si terrà il prossimo vertice intercoreano sorprende gli osservatori, incertezze rimangono sulle reazioni degli Stati Uniti; l’amministrazione Trump non ha mostrato finora né intenzione di fermare le manovre USA-Sud Corea percepite come provocazioni dalla RPDC, né desiderio di riaprire i colloqui. Al contrario, vuole rafforzare le sanzioni nonostante il clima di rilassamento aperto dai Giochi Olimpici, durante i quali il vicepresidente Mike Pence si era apertamente rifiutato d’incontrare la delegazione nordcoreana, rimanendo seduto mentre i coreani salutavano la delegazione coreana unificata alla cerimonia di apertura. Allo stesso tempo, il presidente Moon Jae In riaffermava la necessità di rafforzare la difesa nazionale contro qualsiasi iniziativa del Nord (con un discorso simile a quello della Corea democratica, secondo cui la difesa, anche nucleare, promuove la pace nella penisola), indicando che il riavvicinamento Nord-Sud non è né ingenuo né privo di principi (come i neo-con sud-coreani e statunitensi accusano con leggerezza). I capi della delegazione sudcoreana, Chung Eui Yong e Suh Hoon, a capo della National Intelligence Agency, dovranno ora trovare le parole giuste per convincere gli statunitensi (la cui consultazione fu pianificata prima della partenza) ad accettare il dialogo con la Corea democratica, unica via per uscire dalla crisi quando qualsiasi iniziativa militare scatenerebbe un conflitto devastante che causerebbe milioni di morti.
La cena ospitata dalle autorità nordcoreane vide il Presidente Kim Jong Un e la moglie Ri Sol Ju, Kim Yong Chol, Vicepresidente del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea (a capo la delegazione della Corea democratica alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Pyeongchang) e Kim Yo Jong, Prima Vicedirettrice del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea; Dal lato del Sud vi erano Chung Eui Yong, che dirige l’ufficio della sicurezza nazionale della Presidenza e (sottolineavano i media nordcoreani) inviato speciale del presidente Moon Jae I, Suh Hoon, direttore della National Intelligence Agency (NIS), Chun Hae Sung, viceministro della riunificazione, Yun Kun Yung, capo dell’Ufficio affari statali alla presidenza sudcoreana e Kim Sang Gyun, vicedirettore del NIS.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito

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