Gli EAU hanno aiutato la Corea democratica

Sic Semper Tyrannis 27 luglio 2017
Gli Emirati Arabi Uniti sembrano aver aiutato il programma dei missili balistici della Corea democratica acquistando grandi quantità di armi dallo Stato-paria in violazione dell’embargo del Consiglio di Sicurezza statunitense e delle Nazioni Unite, secondo un memorandum segreto dell’Istituto per gli Affari del Golfo del dipartimento di Stato degli USA. Nel memo, il dipartimento di Stato avverte gli Emirati Arabi Uniti che i soldi spesi per l’acquisto di armi nordcoreane ne finanziano i programmi missilistici e nucleari. “La Corea democratica ricorre alle entrate da vendite di armi all’estero come questa per sostenere e promuovere i programmi missilistici e nucleari che costituiscono una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali, nonché una minaccia diretta agli Stati Uniti“, secondo il memo.
Quelle aziende (vedi l’International Gold Group, menzionato nel presunto memo) con sede negli EAU hanno acquistato armi dalla Corea democratica, se è vero non sorprende. Le aziende degli Emirati hanno già agito da intermediari per il trasferimento di armi (e denaro) tra Stati, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno cercato nell’ultimo decennio di sviluppare armi leggere e armi più avanzate, come i droni, anche se non sempre al completo (ovvero assemblaggio finale di parti prodotte altrove). L’anno scorso le banche di Dubai furono sanzionate per essere state coinvolte nel finanziamento del terrorismo, mentre le mostre su armi annuali portano ad Abu Dhabi (e al Dubai Air Show) venditori e acquirenti da tutto il mondo. Data la capacità degli Emirati di procurarsi armi statunitensi, europee, russe e cinesi, la necessità di volgersi alla Corea democratica (o altri) non è diretta alle forze armate degli EAU, a meno che non si tratti di una certa capacità unica. Ciò sembra probabilmente un passaggio a terzi in cambio di una percentuale sul valore della transazione. L’approvvigionamento di armi non sarebbe passato inosservato al governo degli Emirati e avrebbe richiesto una sanzione ufficiale tramite legami con le famiglie dominanti, ed anche altro se fosse stato destinato all’impiego negli Emirati Arabi Uniti. Al minimo, tale azione di una società con sede in un alleato regionale, merita di essere ulteriormente esaminata per valutarne prima la validità e, se vera, un’azione che comporti la cessazione di tale attività e la punizione appropriata dell’azienda e della sua dirigenza.

Traduzione di Alessandro Lattanzio
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