Corea democratica: Lo ‘stato di guerra’ è forse un errore di traduzione

RIAN 30/03/2013north-korea-jong-2_2522858bLe recenti notizie secondo cui la Corea democratica ha dichiarato lo “stato di guerra” con la Corea del Sud potrebbero basarsi su un errore di traduzione, riferiscono i media russi. I media internazionali hanno riportato la dichiarazione dall’agenzia KCNA della Corea democratica, secondo cui la Corea democratica “entra in stato di guerra” con la Corea del Sud, e che tutte le questioni tra i due Paesi confinanti saranno trattate in conformità con il protocollo da stato di guerra.
L’agenzia AFP aveva citato la stessa dichiarazione della Corea democratica, che avrebbe detto “La lunga situazione della penisola coreana, non essendo né in pace né in guerra, è finalmente finita.” Più tardi, però, i media russi hanno riferito che una traduzione errata potrebbe essere colpa di questo piccolo apparente inasprimento della retorica bellicosa. La dichiarazione originale della Corea democratica apparentemente sottolinea che il Paese avrebbe agito “in accordo con le leggi di guerra“, se attaccato, e che “da quel momento, i rapporti Nord-Sud entreranno in stato di guerra.”  Corea democratica e del Sud non sono tecnicamente “in pace”, dal momento che nessun trattato di pace è stato firmato dopo la guerra di Corea, nel 1953. La zona demilitarizzata tra i due Paesi è il confine più pesantemente armato in tutto il mondo.
L’11 marzo, Corea del Sud e Stati Uniti iniziarono le annuali esercitazioni militari su larga scala, nome in codice Key Resolve. Le esercitazioni coinvolsero 10000 soldati sudcoreani e 3.500 statunitensi. Prima delle esercitazioni, Pyongyang aveva minacciato gli Stati Uniti di un attacco nucleare preventivo, tra gli avvertimenti sulla fine dell’armistizio coreano. Minacciando contromisure di ritorsione, se gli Stati Uniti e la Corea del Sud avessero proseguito le esercitazioni. Gli Stati Uniti avevano inviato due bombardieri stealth nucleari B-2 per esercitazioni di “ampia deterrenza” in Corea del Sud. Ufficiali statunitensi avevano detto che l’esercitazione avrebbe dovuto servire “a dimostrare con chiarezza la determinazione degli Stati Uniti a dissuadere contro qualsiasi aggressione nella penisola coreana“. La Corea democratica ha risposto predisponendo le sue forze missilistiche strategiche ad essere pronte a colpire obiettivi statunitensi e sudcoreani.
I media russi hanno riferito che l’agenzia sudcoreana Yonhap aveva citato anonime fonti militari dire che “nessuna implementazione particolare delle forze della Corea del Nord era stata adottata, nonostante questa retorica minacciosa.” Non ci sono stati ulteriori chiarimenti dalla Corea democratica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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