Con il test nucleare, la Corea democratica conferma la sua linea politica

Ivan Zakharchenko RIA Novosti 13/02/2013130124154645-security-clearance-north-koreao-nukes-story-topCome i leader coreani avevano promesso, il 12 febbraio hanno effettuato un terzo test nucleare nel nord-est del paese, vicino al confine con la Russia. Un po’ più tardi di quanto l’avessero predetto l’intelligence statunitense e la Corea del sud (2-3 febbraio), ma prima delle loro previsioni più lontane (25 febbraio). Nonostante le speranze nutrite dalla comunità internazionale che la Corea democratica, infine, ascoltasse i suoi appelli e rinunciasse al nucleare. Ma perché il test?

Spiegazione 1: Niente chiacchiere
In primo luogo, il nuovo leader nordcoreano Kim Jong-Un, che ha ereditato il potere dal defunto padre Kim Jong-Il da poco più di un anno, deve dimostrare che la sua azione ne è in continuità. Il 12 dicembre 2012, Pyongyang era riuscita a lanciare in orbita un satellite artificiale con un missile di propria produzione, che potrebbe essere dotato di testate nucleari e raggiungere un bersaglio a più di 10.000 chilometri di distanza. Voleva dimostrare esplicitamente come un carico può essere installato su un missile intercontinentale che non è diretto verso lo spazio, ma questa volta verso un nemico. E l’ultimo test nucleare ha dimostrato che la Corea democratica non parla a vanvera, il Paese aveva già effettuato due test nucleari nel 2006 e nel 2009, con Kim Jong-Il.

Spiegazione 2: Forti e senza paura davanti alle sanzioni
In secondo luogo, la Corea democratica deve dimostrare alla comunità internazionale che non può  piegarla con la forza. Pyongyang è pronta a discutere su un piano di parità, ma non in modo condiscendente. Il test nucleare è stato progettato, e la reazione della comunità internazionale dopo il lancio del missile alla fine del 2012 non era una sorpresa per Pyongyang.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato nuove sanzioni contro la Corea democratica, tra cui  restrizioni contro i dirigenti della agenzia spaziale e delle banche della Corea del nord che, direttamente o indirettamente finanziano l’industria bellica del Paese. Tutto ciò è considerato dalla Corea democratica un complotto dei suoi nemici. Anche in questo caso, il Consiglio di Sicurezza si propone di rispondere. Ma come? Con nuove sanzioni? Vietando agli alti dirigenti della Corea democratica di lasciare il Paese? Non si può dire che viaggino molto. Con il congelamento dei conti bancari degli scienziati nucleari della Corea democratica? Ma non hanno conti bancari e la Corea del nord è più il tipo che nasconde i soldi, se ne ha, nelle calze in fondo a un armadio. Limitando l’elenco dei beni di lusso di cui viene vietata l’esportazione in Corea democratica? Inseriamo nella lista nera il divieto dei pianoforti giapponesi? Questi pianoforti non vanno solo nelle case dell'”élite”, ma anche nelle scuole, per insegnare musica agli studenti. E poi, che cosa hanno a che fare con i test nucleari e i lanci di missili?
Le autorità nordcoreane hanno più volte detto che non hanno paura delle sanzioni, e con l’arma nucleare la loro la fiducia si rafforza.

Spiegazione 3: Potenza nucleare
Poi, fatta eccezione per le sanzioni delle Nazioni Unite, quali misure unilaterali sono in grado di isolare la Corea democratica fino a quando non obbedisce e rinuncia al programma nucleare, migliora la situazione dei diritti umani e abbandona la dittatura a favore della democrazia. Nessuno ha alcuna intenzione di parlare seriamente con la Corea democratica, cosa che infastidisce parecchio Pyongyang. Il Paese vuole dimostrare che è una potenza nucleare e che bisogna trattarlo diversamente. Gli Stati Uniti sono apertamente nemici della Corea democratica di Kim Jong-Un e Washington ha rifiutato per più di mezzo secolo di riconoscere lo Stato, sperando che crollasse. Gli statunitensi avevano inizialmente promesso alla Corea del Sud che non avrebbero mai riconosciuto l’esistenza legittima della Corea democratica, un membro delle Nazioni Unite, e 28.000 soldati statunitensi sono ancora presenti con il pretesto di proteggere la Corea del Sud e Seoul da un possibile attacco dal Nord. Dal rovesciamento del regime iracheno di Saddam Hussein nel 2003, ad opera degli Stati Uniti e l’inclusione della Corea democratica nella lista dell'”asse del male”, Pyongyang è passata allo sviluppo attivo delle “forze della deterrenza nucleare”, temendo il destino dell’Iraq. Il rovesciamento di Muammar Gheddafi in Libia, nel 2011, e gli attuali tentativi dei Paesi occidentali di rovesciare il regime siriano, hanno solo rafforzato i timori di Pyongyang.

Spiegazione 4: Peggio è, meglio è
Infine, la Corea democratica ritene da tempo che deve acutizzare un problema per regolarlo. In passato, è stato utile: ogni volta che ha brandito la minaccia delle armi nucleari, abbiamo subito iniziato a parlare. Così è anche questa volta, il test nucleare deve portare a negoziati diretti con gli Stati Uniti e a un livello molto alto, comprendendo il disarmo e il ritiro delle forze statunitensi dalla Corea del Sud, cosa praticamente impossibile per gli statunitensi che sono presenti, in realtà, a causa della Cina; ma è imbarazzante ammetterlo. Tuttavia, i negoziati sono possibili e apparentemente il dialogo dovrebbe iniziare a breve. I colloqui a sei con la partecipazione di Russia, Stati Uniti, Cina, Corea democratica e Giappone non inizieranno perché la questione è andata troppo lontana e questo formato non ha fatto abbandonare il programma nucleare a Pyongyang.

Un vicino conservatore: Corea del Sud
Si deve inoltre tener presente che la Corea del Sud ha un nuovo leader, la presidente Park Geun-hye, figlia dell’ex dittatore Park Chung-hee, che dovrebbe rappresentare le forze conservatrici del Paese. Da gennaio, la Corea del Sud fa anche parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, organo che prende decisioni vitali sulla sicurezza internazionale, così Seoul si assicurerà la presidenza di turno a febbraio. Quindi, i diplomatici della Corea del Sud all’ONU dovrebbero gestire la situazione, o potrebbero peggiorarla. Tuttavia, Pyongyang con l’arma nucleare che promette di continuare a sviluppare, non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro davanti chiunque.

Il parere dell’autore non coincide necessariamente con la posizione della redazione

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora – AuroraSito

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