Pyongyang ha rotto gli accordi di non aggressione con Seoul

RIAN 8/3/2013

242921La Corea democratica ha detto di aver risolto unilateralmente gli accordi di non aggressione con la Corea del Sud e tagliato la linea diretta tra i due Paesi, ha detto la Central News Agency della Corea democratica (KCNA). “In un momento in cui le autorità fantoccio della Corea del Sud cospirano con gli Stati Uniti (…) con l’intento di attaccarci, gli accordi di non aggressione tra il Nord e il Sud perdono il loro significato“, si legge in una dichiarazione del Comitato per la Riunificazione Pacifica della Corea.
La Corea democratica considera “non valido” la dichiarazione congiunta con Seoul sulla denuclearizzazione della penisola coreana. Pyongyang ha anche detto che ha interrotto il “telefono rosso” vigente tra Nord e Sud dal 1971. La Corea democratica ha intrapreso la procedura in risposta alla decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di adottare nuove sanzioni contro Pyongyang. Queste sanzioni hanno lo scopo di reprimere le attività illecite dei diplomatici della Corea democratica, in particolare, permettere di ispezionare le valigie diplomatiche per impedire il trasporto di grandi quantità di denaro per finanziare il programma nucleare e balistico di Pyongyang.

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

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Corea democratica: I nostri missili in grado di colpire il continente americano

RussiaToday 27 febbraio 2013

7870454La Corea democratica è dotata di missili a testata nucleare a lungo raggio che possono ora raggiungere gli Stati Uniti, affermano un editoriale del giornale e del sito governativi. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha imposto ulteriori sanzioni contro lo Stato nordcoreano per il suo recente test nucleare. L’articolo del sito Uriminzokkiri ha affermato che Pyongyang è uno “Stato completamente indipendente in fatto di missili e nucleare“, avvertendo che gli Stati Uniti non sono più al sicuro  dall’altra parte dell’Oceano Pacifico. “Gli Stati Uniti dovrebbero essere pienamente consapevoli del fatto che il continente americano ormai rientra nella gittata dei nostri missili strategici nucleari“, ha detto l’editoriale. Il pezzo era firmato da un membro del Comitato nazionale per la pace coreano.
La maggior parte degli esperti militari ritiene che la Corea democratica sia ancora lontana dal poter sviluppare una testata nucleare abbastanza piccola da installare sul missile a lungo raggio Taepodong-2. Ma il terzo test nucleare della Corea democratica avrebbe riguardato un dispositivo più piccolo rispetto agli altri due, suscitando la preoccupazione che Pyongyang potrebbe presto raggiungere tale progresso tecnologico. Tuttavia, Pyongyang deve anche sviluppare la tecnologia dei veicoli di rientro atmosferico, un’altra sfida ingegneristica, senza cui anche un piccolo dispositivo nucleare non potrebbe sopravvivere come testata del missile balistico intercontinentale.
Il missile Taepodong è ben lungi dall’essere perfetto, come prova il test fallito nel 2006. La Corea democratica ha avuto successo con il programma del vettore spaziale Unha, che ha messo in orbita un  satellite nel dicembre 2012. Il lancio è stato considerato una violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nonostante le dichiarazioni del contrario di Pyongyang.
La notizia arriva mentre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite discute una risoluzione per imporre nuove sanzioni a Pyongyang per il suo ultimo test nucleare. Mentre tutti i membri del Consiglio di Sicurezza condannano il test, vi è disaccordo sull’esatta formulazione della risoluzione. La Cina, amica della Corea democratica, insiste sul fatto che il documento non include alcun riferimento al capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, che autorizza il Consiglio di Sicurezza ad intraprendere un’azione militare per riportare la pace e la sicurezza internazionale. Alcuni Paesi, Corea del Sud e Giappone, fanno pressioni per includere tale formulazione che potenzialmente aprirebbe la porta a un attacco militare contro la Corea democratica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Con il test nucleare, la Corea democratica conferma la sua linea politica

Ivan Zakharchenko RIA Novosti 13/02/2013130124154645-security-clearance-north-koreao-nukes-story-topCome i leader coreani avevano promesso, il 12 febbraio hanno effettuato un terzo test nucleare nel nord-est del paese, vicino al confine con la Russia. Un po’ più tardi di quanto l’avessero predetto l’intelligence statunitense e la Corea del sud (2-3 febbraio), ma prima delle loro previsioni più lontane (25 febbraio). Nonostante le speranze nutrite dalla comunità internazionale che la Corea democratica, infine, ascoltasse i suoi appelli e rinunciasse al nucleare. Ma perché il test?

Spiegazione 1: Niente chiacchiere
In primo luogo, il nuovo leader nordcoreano Kim Jong-Un, che ha ereditato il potere dal defunto padre Kim Jong-Il da poco più di un anno, deve dimostrare che la sua azione ne è in continuità. Il 12 dicembre 2012, Pyongyang era riuscita a lanciare in orbita un satellite artificiale con un missile di propria produzione, che potrebbe essere dotato di testate nucleari e raggiungere un bersaglio a più di 10.000 chilometri di distanza. Voleva dimostrare esplicitamente come un carico può essere installato su un missile intercontinentale che non è diretto verso lo spazio, ma questa volta verso un nemico. E l’ultimo test nucleare ha dimostrato che la Corea democratica non parla a vanvera, il Paese aveva già effettuato due test nucleari nel 2006 e nel 2009, con Kim Jong-Il.

Spiegazione 2: Forti e senza paura davanti alle sanzioni
In secondo luogo, la Corea democratica deve dimostrare alla comunità internazionale che non può  piegarla con la forza. Pyongyang è pronta a discutere su un piano di parità, ma non in modo condiscendente. Il test nucleare è stato progettato, e la reazione della comunità internazionale dopo il lancio del missile alla fine del 2012 non era una sorpresa per Pyongyang.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato nuove sanzioni contro la Corea democratica, tra cui  restrizioni contro i dirigenti della agenzia spaziale e delle banche della Corea del nord che, direttamente o indirettamente finanziano l’industria bellica del Paese. Tutto ciò è considerato dalla Corea democratica un complotto dei suoi nemici. Anche in questo caso, il Consiglio di Sicurezza si propone di rispondere. Ma come? Con nuove sanzioni? Vietando agli alti dirigenti della Corea democratica di lasciare il Paese? Non si può dire che viaggino molto. Con il congelamento dei conti bancari degli scienziati nucleari della Corea democratica? Ma non hanno conti bancari e la Corea del nord è più il tipo che nasconde i soldi, se ne ha, nelle calze in fondo a un armadio. Limitando l’elenco dei beni di lusso di cui viene vietata l’esportazione in Corea democratica? Inseriamo nella lista nera il divieto dei pianoforti giapponesi? Questi pianoforti non vanno solo nelle case dell’”élite”, ma anche nelle scuole, per insegnare musica agli studenti. E poi, che cosa hanno a che fare con i test nucleari e i lanci di missili?
Le autorità nordcoreane hanno più volte detto che non hanno paura delle sanzioni, e con l’arma nucleare la loro la fiducia si rafforza.

Spiegazione 3: Potenza nucleare
Poi, fatta eccezione per le sanzioni delle Nazioni Unite, quali misure unilaterali sono in grado di isolare la Corea democratica fino a quando non obbedisce e rinuncia al programma nucleare, migliora la situazione dei diritti umani e abbandona la dittatura a favore della democrazia. Nessuno ha alcuna intenzione di parlare seriamente con la Corea democratica, cosa che infastidisce parecchio Pyongyang. Il Paese vuole dimostrare che è una potenza nucleare e che bisogna trattarlo diversamente. Gli Stati Uniti sono apertamente nemici della Corea democratica di Kim Jong-Un e Washington ha rifiutato per più di mezzo secolo di riconoscere lo Stato, sperando che crollasse. Gli statunitensi avevano inizialmente promesso alla Corea del Sud che non avrebbero mai riconosciuto l’esistenza legittima della Corea democratica, un membro delle Nazioni Unite, e 28.000 soldati statunitensi sono ancora presenti con il pretesto di proteggere la Corea del Sud e Seoul da un possibile attacco dal Nord. Dal rovesciamento del regime iracheno di Saddam Hussein nel 2003, ad opera degli Stati Uniti e l’inclusione della Corea democratica nella lista dell’”asse del male”, Pyongyang è passata allo sviluppo attivo delle “forze della deterrenza nucleare”, temendo il destino dell’Iraq. Il rovesciamento di Muammar Gheddafi in Libia, nel 2011, e gli attuali tentativi dei Paesi occidentali di rovesciare il regime siriano, hanno solo rafforzato i timori di Pyongyang.

Spiegazione 4: Peggio è, meglio è
Infine, la Corea democratica ritene da tempo che deve acutizzare un problema per regolarlo. In passato, è stato utile: ogni volta che ha brandito la minaccia delle armi nucleari, abbiamo subito iniziato a parlare. Così è anche questa volta, il test nucleare deve portare a negoziati diretti con gli Stati Uniti e a un livello molto alto, comprendendo il disarmo e il ritiro delle forze statunitensi dalla Corea del Sud, cosa praticamente impossibile per gli statunitensi che sono presenti, in realtà, a causa della Cina; ma è imbarazzante ammetterlo. Tuttavia, i negoziati sono possibili e apparentemente il dialogo dovrebbe iniziare a breve. I colloqui a sei con la partecipazione di Russia, Stati Uniti, Cina, Corea democratica e Giappone non inizieranno perché la questione è andata troppo lontana e questo formato non ha fatto abbandonare il programma nucleare a Pyongyang.

Un vicino conservatore: Corea del Sud
Si deve inoltre tener presente che la Corea del Sud ha un nuovo leader, la presidente Park Geun-hye, figlia dell’ex dittatore Park Chung-hee, che dovrebbe rappresentare le forze conservatrici del Paese. Da gennaio, la Corea del Sud fa anche parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, organo che prende decisioni vitali sulla sicurezza internazionale, così Seoul si assicurerà la presidenza di turno a febbraio. Quindi, i diplomatici della Corea del Sud all’ONU dovrebbero gestire la situazione, o potrebbero peggiorarla. Tuttavia, Pyongyang con l’arma nucleare che promette di continuare a sviluppare, non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro davanti chiunque.

Il parere dell’autore non coincide necessariamente con la posizione della redazione

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora - AuroraSito

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Pyongyang: “Siamo pronti alla guerra contro gli Stati Uniti”

Le Journal du Siecle 1 febbraio 2013

North Korea SuccessionIl 24 gennaio Pyongyang ha annunciato l’intenzione di condurre un test nucleare, il terzo dal 2006. Sfidando il suo “nemico giurato”, gli Stati Uniti; un progetto denunciano con forza anche dalla Corea del sud. “Se il Nord commette un altro errore e azione provocatrice, si troverà ad affrontare gravi conseguenze“, ha detto Seoul.
Non contento di annunciare un test nucleare in risposta alle sanzioni approvate dalle Nazioni Unite dopo il lancio di un missile, Kim Jong-Un, lo stesso giorno ha decretato la “legge marziale” e ha chiesto ai suoi soldati di “prepararsi alla guerra”. Secondo informazioni della stampa della Corea del sud e corroborate dall’agenzia di stampa ufficiale del Nord. “Siamo pronti alla guerra contro gli Stati Uniti. Quando Kim Jong-Un darà l’ordine, sradicheremo la tana del demonio“, indica un ufficiale dell’Armata popolare coreana citato dalla KCNA (Korean Central News Agency).
Il test nucleare della Corea democratica potrebbe verificarsi il 16 febbraio, compleanno del defunto padre di Kim Jong-Un (Kim Jong-il, morto nel dicembre 2011). Secondo alcuni esperti, potrebbe aversi anche il 25 febbraio, giorno dell’inaugurazione del governo formato dalla neo-Presidente della Corea del Sud, Park Geun-Hye. Con il supporto di immagini satellitari, funzionari della Corea del sud, fonti cinesi, così come un istituto statunitense, riferiscono che i preparativi sono in corso presso il sito utilizzato dalla Corea democratica per il suo test nucleare.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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DISCORSO DEL MARESCIALLO KIM JONG UN TENUTO IN OCCASIONE DEL BANCHETTO PER IL LANCIO DEL KWANGMYONGSONG-3-2

Kfa Italia 26 dicembre 2012

5-0

Compagni,
Mi congratulo vivamente con voi per aver brillantemente portato a termine le istruzioni del grande Generale Kim Jong Il e per aver dimostrato al mondo intero la potenza della nazione del Paektusan lanciando con successo il Kwangmyongsong 3-2, il primo satellite artificiale del nostro Paese. La messa in orbita del satellite artificiale Kwangmyongsong 3-2, un insieme di avanguardie scientifiche e tecnologiche, rappresenta un evento di straordinaria importanza per la storia millenaria della nostra nazione, il quale è stato reso possibile dall’abile leadership del Generale e dalla politica del nostro Partito di conferire grande importanza alla scienza ed alla tecnologia.
Voi tutti qui presenti, attraverso i vostri sforzi perseveranti e la vostra eroica lotta, avete portato enorme gioia all’intera nazione. Fedele ai nobili propositi del Presidente Kim Il Sung, il quale aveva spianato la strada per un programma spaziale di ampio respiro, il Generale ha presentato delle linee strategiche per lo sviluppo di un razzo vettore e di un satellite artificiale, fornendo così un punto di partenza per il progresso della scienza e della tecnologia spaziali del nostro Paese. I nostri affidabili scienziati, tecnici ed operai, con ardente lealtà e con grande autocoscienza di divenire membri del Partito che avrebbero immancabilmente dovuto portare a termine le istruzioni del Generale entro la fine di quest’anno, hanno gloriosamente avuto successo senza alcun errore di sorta in ogni fase dell’operazione, dalla preparazione del razzo vettore e dal processo di separazione fino alla messa in orbita effettiva del satellite.
Gli scienziati ed i tecnici hanno compiuto studi e sforzi accaniti per finire in un breve periodo di tempo la ricerca scientifica atta a migliorare l’affidabilità e la precisione del razzo vettore e del satellite, e hanno fatto del decollo un successo nonostante il freddo dell’inverno, senza peraltro danneggiare i paesi a noi vicini. Essi hanno così dimostrato al mondo intero l’alto livello della nostra scienza e della nostra tecnologia spaziali. Il Kwangmyongsong 3-2, lanciato con successo dai nostri affidabili scienziati, tecnici ed operai, rappresenta il satellite del Juchè; esso è un prodotto completamente autoctono, dai suoi disegno, fabbricazione, assemblaggio e lancio fino al monitoraggio successivo al decollo.
L’avvenuta messa in orbita del satellite rappresenta il più grande regalo che il nostro popolo avrebbe potuto fare al Generale, ed un grande risultato finale della lotta eroica che il nostro Partito ed il nostro popolo hanno condotto quest’anno. Portando a termine un successo così grande nel lancio del satellite dinnanzi agli occhi del mondo intero, avete glorificato le immortali gesta del Generale, ed avete difeso e consolidato l’autorità assoluta del nostro Partito. Il recente lancio del satellite al quale abbiamo affidato il nostro prestigio nazionale è una solenne dichiarazione dell’indipendente e legittimo diritto della nostra Repubblica di sfruttare la propria area spaziale per scopi pacifici, ed una storica vittoria che ha esaltato la complessiva potenza della Corea del Songun in quanto nazione.
Attraverso l’avvenuto lancio del Kwangmyongsong 3-2, che ha scosso il mondo intero, avete donato al nostro servizio del personale ed al nostro popolo grande orgoglio nazionale ed incrollabile sicurezza nella vittoria finale, inferto un colpo mortale alle forze ostili determinate a frenare il nostro sviluppo con manovre scorrette e vigliacche e reso grandi servigi nell’incrementare come mai prima d’ora il prestigio e l’influenza internazionali della nostra Repubblica. Fedeli alle istruzioni del Generale,  siete perfettamente riusciti nel mettere in orbita il Kwangmyongsong 3-2 nello stesso giorno in cui il Presidente Kim Il Sung testò il primo fucile mitragliatore del nostro Paese: siete dei veri soldati e dei veri discepoli del Presidente e del Generale, degli eroi estremamente coraggiosi che dovrebbero essere rispettati in tutto il Paese; quest’ultimo, grazie al supporto di patrioti sinceri come voi, è forte, e la causa rivoluzionaria del nostro Partito sta conseguendo una vittoria dopo l’altra.
Il nostro Partito ed il nostro popolo non scorderanno mai l’eroica vittoria che voi avete conseguito per darci questa gioia, la iscriveranno anzi in imperituri caratteri dorati nella storia della Corea di Kim Il Sung e Kim Jong Il, in maniera tale che essa venga glorificata da tutte le generazioni a venire.
Compagni,
Il più grande desiderio ed obiettivo del nostro Partito è quello di raggiungere la vittoria finale della rivoluzione sotto la bandiera spiegata del Juchè, e di fare di questa terrà di trecento ri  un paese forte e prospero, un paradiso del popolo, ammirato dal mondo intero. Il nostro Partito crede fermamente come tutti voi qui presenti siate i suoi compagni in armi più fedeli ed affidabili, e si aspetta che voi continuiate a rivestire un ruolo di primaria importanza nel processo generale di edificazione di un paese prospero.
Il presente è un’epoca di scienza e tecnologia, un’epoca fondata su un’economia di tipo nozionistico, ed il livello dello sviluppo scientifico e tecnologico determina la forza ed il prestigio di un paese, ed è decisivo per il futuro di quest’ultimo. Il nostro Partito dà grande importanza alla sviluppo della scienza e della tecnologia spaziali, l’apice della scienza e della tecnologia, e ritiene che sia fondamentale, per un paese forte prospero, il possesso di satelliti e di razzi vettori. Dovreste tenere bene in mente gli obiettivi del nostro Partito ed impegnarvi con maggior ardore nella conquista dello spazio, facendo così del nostro Paese una potenza spaziale ammirata dal mondo intero. Dovreste sviluppare e testare numerose altre tipologie di satelliti, inclusi quelli per le telecomunicazioni, e razzi vettori più potenti ed in numero maggiore, con gli stessi volontarismo e coraggio coi quali avete lanciato con successo il Kwangmyongsong 3-2.
Sono fermamente convinto di come sarete capaci di superare il mondo intero e di dimostrare a quest’ultimo l’onore del nostro Paese ed il pragmatismo della nostra nazione gareggiando vigorosamente in una competizione intellettuale ed accademica, fedeli al principio di rimanere coi piedi ben piantati su questa terra ma con gli occhi rivolti verso il resto del mondo. Per noi che avanziamo lungo la nostra strada speditamente, con il favore del Presidente e del Generale, esistono solo la vittoria e la gloria.
Compagni,
La nostra causa è giusta ed il futuro è nostro. Nessuna forza al mondo può fermare il progresso del nostro Paese, incrollabile ideologicamente e potente scientificamente e tecnicamente, e tantomeno il nostro popolo, unito inscindibilmente al Partito. Cavalchiamo più in alto e più velocemente il destriero della scienza e della tecnologia, per la prosperità della grande nazione del Paektusan e per la felicità del popolo.
Raddoppiamo gli sforzi per arrivare finalmente al giorno in cui potremo piantare la bandiera rossa della vittoria sul picco di un paese forte e prospero.
Vorrei proporre un brindisi:
Per la salute dei nostri ammirevoli scienziati, tecnici, operai ed ufficiali che hanno lanciato con successo il satellite del Juchè,
Per dei successi ancora maggiori nel campo della scienza e della tecnologia spaziali,
Per la prosperità della Corea dei grandi Kim Il Sung e Kim Jong Il.

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Kim Jong Il e il Socialismo Coreano

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“LA NUOVA PRESIDENZA USA, LA RUSSIA, LA CRISI GLOBALE: QUALE RUOLO PER L’EUROPA?”

Domenica 11 Novembre, alle ore 17.00, presso la Sala Consiliare di Via Sansovino 9, Milano, avrà luogo la conferenza: “La nuova presidenza USA, la Russia, la crisi globale: quale ruolo per l’Europa?”.

Introduce: Stefano Vernole, redattore di “Eurasia. Rivista di studi geopolitici“.
Relatore: Igor Nikolaevich Panarin, politologo russo membro dell’Accademia delle Scienze Militari e docente
 presso l’Accademia Diplomatica del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, autore di 15 libri e numerosi articoli di geopolitica, psicologia e guerra dell’informazione, analista di intelligence e di previsione strategica. Ha iniziato la sua carriera nel KGB nel 1976 e ha insegnato presso l’Università Statale di Mosca (MGU) e presso l’Istituto Statale di Relazioni Internazionali (MGIMO).
Temi che verranno trattati durante l’incontro:
1. Dottrina della politica estera di Putin – Unione Eurasiatica.
2. Crisi dell’Eurozona.
3. Romney o Obama.
4. Cambio al potere in Cina.
5. BRICS – nuovo centro di forza.
6. Che cosa ci sarà dopo il dollaro.
7. Modelli di sviluppo del mondo.

Ingresso libero.

Organizzazione a cura del Centro Studi Eurasia Mediterraneo (CeSEM). Per informazioni: segreteria.scientifica@cese-m.eu

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