Russia e Cina avvertono gli Stati Uniti contro le esercitazioni militari presso la Corea democratica

PressTV 29 marzo 2013

733885Russia e Cina hanno condannato con forza l’incremento delle attività militari degli Stati Uniti nella penisola coreana, avvertendo che le tensioni crescenti potrebbero destabilizzare l’intera regione. Secondo una dichiarazione rilasciata dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, “Siamo preoccupati… Ci sono azioni unilaterali intraprese contro la Corea del Nord che dimostrano l’aumento delle attività militare. Ciò potrebbe semplicemente mettere la situazione fuori controllo e questa spirale potrebbe generare un circolo vizioso.” All’inizio della giornata, la Cina ha inoltre chiesto di allentare le tensioni nella penisola coreana.
Il portavoce del ministro degli Esteri della Cina, Hong Lei, ha dichiarato: “Facciamo appello a tutte le parti interessate affinché compiano sforzi congiunti per superare la situazione di tensione. La pace e la stabilità nella penisola coreana e del nord-est asiatico sono d’interesse comune.” Ciò dopo che il leader nordcoreano Kim Jong-un aveva ordinato a una unità missilistica di attivarsi, durante una riunione di emergenza notturna con i vertici dell’esercito del Paese. Il leader della Corea democratica ha detto che le forze devono “colpire senza pietà il territorio degli Stati Uniti…, le loro basi militari nel Pacifico, comprese le Hawaii e Guam, e quelle in Corea del Sud“.
L’ordine di Kim si è avuto dopo che dagli Stati Uniti sono giunti due bombardieri nucleari stealth B2 in Corea del Sud, per condurre una missione di “deterrenza”. I due bombardieri provenivano dalla base Whiteman dell’US Air Force, nel Missouri, e hanno sganciato due ordigni inerti su obiettivi in Corea del Sud, compiendo un volo di 13.000km in una “missione unica e continua”, secondo un comunicato stampa dei militari degli Stati Uniti. Kim ha sostenuto che il volo dei bombardieri stealth andava oltre la semplice dimostrazione di forza ed era come “un ultimatum degli USA per scatenare una guerra nucleare a tutti i costi.”
La Corea democratica aveva già allertato le unità strategiche, pronte al combattimento, su eventuali attacchi contro gli Stati Uniti. Stati Uniti e Corea del Sud hanno firmato un patto militare, permettendo agli alleati di rispondere anche ad eventuali pretese provocazioni di basso livello dalla Corea democratica. Il 21 marzo, Corea del Sud e forze USA hanno condotto l’esercitazione di guerra annuale denominata ‘Key Resolve‘, tra alte tensioni militari con la Corea del Nord, annunciando che avrebbero continuato a mantenere la massima allerta, a seguito delle nuove minacce di attacchi da parte di Pyongyang. La Corea democratica, tuttavia, ha condannato le manovre come un trampolino di lancio per una “guerra nucleare”.
Le Nazioni Unite hanno inoltre approvato nuove sanzioni contro Pyongyang dopo il test nucleare di febbraio, una mossa che ha inasprito la retorica di Pyongyang contro Washington e Seoul.

MAM/JR/SS

Corea democratica: Mosca mette in guardia contro azioni unilaterali
RIAN 29/03/2013

Kim-Jong-UnMosca è preoccupata per le azioni unilaterali di alcuni paesi verso la Corea democratica, ha detto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. “Siamo preoccupati dalle azioni unilaterali, che aumentano le attività militari intorno la Corea del Nord, in coincidenza dell’appropriata risposta del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e della risposta collettiva della comunità internazionale“, ha detto Lavrov. La risposta al terzo test nucleare di Pyongyang del 12 febbraio. Secondo il capo della diplomazia russa, queste azioni unilaterali possono “far aggravare la situazione.” La Russia invita tutti i Paesi a evitare “i muscoli e di utilizzare la situazione attuale per raggiungere obiettivi geopolitici regionali con mezzi militari, e di concentrarsi sulle misure raccomandate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite“, ha detto il capo della diplomazia russa.
Ad inizio marzo, Pyongyang ha rotto tutti i suoi accordi con Seoul, tra cui il patto di non aggressione siglato 50 anni fa, in rappresaglia alle esercitazioni congiunte condotte dagli Stati Uniti e dalla Corea del sud. La notte del 29 marzo, il leader nordcoreano Kim Jong Un ha ordinato di mettere in stato di combattimento i missili, per un possibile attacco agli Stati Uniti e alle loro basi  in Corea del Sud e nel Pacifico.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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Pyongyang minaccia di colpire le basi USA nel Pacifico (agenzia)

RIA Novosti, 21 marzo 2013

242921Pyongyang potrebbe colpire le basi militari statunitensi di Guam e Okinawa, in caso di provocazione, ha detto un portavoce del comando supremo militare della Corea democratica, citato dall’agenzia KCNA. “Gli Stati Uniti non devono dimenticare che la loro base militare a Guam, da cui permettono il decollo dei bombardieri B-52, e la loro base navale di Okinawa, nel territorio del Giappone, dove vengono schierati i loro sottomarini, possono essere raggiunti dai nostri sistemi d’arma ad alta precisione“, ha detto il portavoce.
Ai primi di marzo, Pyongyang, in segno di protesta per le esercitazioni congiunte tra Corea del sud e Stati Uniti, ha risolto tutti gli accordi di non aggressione e denuclearizzazione conclusi con Seoul e annunciato l’annullamento dell’armistizio concluso alla fine della guerra di Corea (1950-1953).

La Corea democratica minaccia di attaccare le basi USA a Okinawa e Guam
RussiaToday, 21 marzo 2013

6338La Corea democratica ha minacciato di colpire le basi aeree statunitensi di Okinawa e Guam, mentre allertava su un raid aereo e ordinava all’esercito di essere pronto. “Avvertiamo gli Stati Uniti di non dimenticare che i nostri sistemi di precisione possono colpire la base aerea di Anderson a Guam, laddove decollano i B-52, così come la terraferma giapponese dove vengono schierati i sottomarini nucleari, nella base della marina statunitense di Okinawa“, aveva detto il portavoce del comando della Corea democratica all’agenzia KCNA. Le minacce sono una risposta all’utilizzo dei bombardieri nucleari B-52 nelle esercitazioni congiunte tra Corea del sud e Stati Uniti. “Non possiamo tollerare che gli Stati Uniti effettuino esercitazioni di attacco nucleare, scegliendoci come obiettivi, e li avvertiamo con messaggi decisi“, ha detto il portavoce.
L’allerta di un raid aereo è stato dato alle 09:32, avvertendo le unità militari e civili di mettersi al riparo, affermava la Korean Central Television. Una notizia dell’agenzia sudcoreana Yonhap suggeriva che l’allerta facesse parte di un’esercitazione militare, anche se ciò non è stato confermato da Pyongyang. Tutto questo avviene tra crescenti tensioni nella penisola coreana e la costante minaccia di guerra a seguito dell’imposizione delle severe sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU a Pyongyang, per il suo terzo test nucleare sotterraneo di febbraio. Gli Stati Uniti hanno detto che tutte le risorse militari a loro disposizione, compreso l’arsenale nucleare, saranno disponibili alla Corea del sud in caso di confronto con il Nord.
All’inizio di marzo, Pyongyang aveva minacciato la guerra nucleare con gli Stati Uniti e la Corea del sud, dopo che i due Paesi avevano iniziato le esercitazioni militari congiunte nella penisola coreana. Il Nord ha anche annullato l’armistizio del 1953 che pose fine alla guerra di Corea, sostenendo l’esercitazione preparava l’invasione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Congratulazioni al nuovo Presidente cinese da Pyongyang

CHINA-N-KOREA-B-22-04-20114 marzo (KCNA) – Kim Jong Un, Primo segretario del Partito dei Lavoratori di Corea e Primo presidente della Commissione di Difesa Nazionale della Corea democratica, ha inviato un messaggio di congratulazioni a Xi Jinping, Segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, Presidente della Repubblica popolare Cinese e presidente della Commissione militare centrale della RPC. Il messaggio afferma:
Vorrei inviare vive congratulazioni per la Vostra elezione a Presidente della Repubblica popolare Cina e a Presidente della Commissione militare centrale della Repubblica popolare cinese, nella prima sessione del 12° Congresso nazionale del Popolo della RPC.
La Vostra assunzione della pesante responsabilità come capo di Stato è espressione del profondo rispetto e della fiducia in voi del popolo e dell’esercito cinesi.
La mia speranza è che il popolo cinese registrerà maggiori successi nella costruzione di una società socialista complessivamente benestante in tutti i campi, sotto la guida del PCC con Voi come Segretario generale. È la coerente posizione del nostro partito e del governo della RPDC per avvalorare, consolidare e sviluppare l’amicizia tra la Corea democratica e la Cina.
Vi auguro il pieno successo nel vostro lavoro carico di responsabilità, nella convinzione che le tradizionali relazioni di amicizia e cooperazione tra la Corea del democratica e la Cina cresceranno forti, grazie ai costanti e riusciti gli sforzi comuni di entrambe“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Manovre Seul-Washington: attività aeree senza precedenti della Corea democratica

RIAN 13/03/2013

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Sullo sfondo delle annuali esercitazioni militari congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti, l’aviazione nordcoreana mostra attività senza precedenti, riporta l’agenzia di stampa Yonhap. “Lunedi 11 marzo, caccia ed elicotteri della Corea del Nord hanno compiuto circa 700 sortite. Questa attività è senza precedenti“, ha detto all’agenzia una fonte del comando dell’esercito della Corea del sud.
Seoul e Washington hanno iniziato le grandi esercitazioni militari annuali che coinvolgono quasi 10.000 militari sudcoreani e quasi 3.500 soldati statunitensi. Le manovre dureranno fino al 21 marzo. Nel frattempo, le unità delle forze armate dei due Paesi partecipano all’esercitazione Foal Eagle, che ha avuto inizio il 1° marzo e sarà completata il 30 aprile. Le esercitazioni congiunte Corea del Sud – Stati Uniti sono tradizionalmente accompagnate dalle minacce della Corea democratica, che promette ritorsioni in caso di attacco nel suo territorio. Pyongyang ha più volte dichiarato la propria disponibilità, in caso di attacco, ad utilizzare i missili in grado di raggiungere gli Stati Uniti. La Corea democratica ha annunciato che si riservava il diritto di effettuare un attacco nucleare preventivo, se necessario.
Ultimamente, Pyongyang e Seoul hanno fatto una serie di forti dichiarazioni sulla situazione nella penisola coreana. La Corea democratica ha minacciato di annullare l’armistizio della fine della guerra di Corea (1950-1953), se gli Stati Uniti e Seoul continuano le loro manovre congiunte. Seoul ha poi precisato che potrebbe esercitare ritorsioni in caso di aggressione dalla Corea democratica.

Pyongyang ha rotto l’armistizio con Seoul 
RIAN 13/03/2013

6338La Corea democratica ha dichiarato nullo l’armistizio firmato nel 1953, che concludeva la guerra con la Corea del Sud, riferisce l’agenzia sudcoreana Yonhap, facendo riferimento a una dichiarazione del ministero delle Forze Armate nordcoreano. Il dipartimento ha confermato le precedenti informazioni sulla rimozione di Pyongyang dell’accordo di non aggressione con Seoul e ha raccomandato ai “guerrafondai” della Corea del Sud e degli Stati Uniti di tener in conto il fatto che dopo aver denunciato l’armistizio della guerra di Corea (1950-1953), la Corea democratica “non ha ulteriori impegni“. Pyongyang ha detto che intende sviluppare armi nucleari, per resistere alle pressioni degli Stati Uniti e delle altre potenze mondiali.
Lunedì 11 marzo il leader nordcoreano Kim Jong-un ha visitato le postazioni di artiglieria al confine  e ha detto che il suo Paese è pronto a colpire la piccola isola di Baengnyeong della Corea del Sud, trasformandola in un “mare fiamme“. L’8 marzo, Pyongyang ha rinunciato all’accordo di non aggressione e denuclearizzazione comune della penisola coreana. In precedenza, il 6 marzo, Seoul ha detto che vi sarebbero state ritorsioni in caso di attacco dalla Corea democratica.
Tecnicamente, la Corea democratica e la Corea del Sud sono ancora in guerra, il conflitto che li oppose tra il 1950 e il 1953 è stato concluso da un armistizio, non da un trattato di pace.

Traduzione di Alessandro Lattanzio SitoAurora –  AuroraSito

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Pyongyang ha rotto gli accordi di non aggressione con Seoul

RIAN 8/3/2013

242921La Corea democratica ha detto di aver risolto unilateralmente gli accordi di non aggressione con la Corea del Sud e tagliato la linea diretta tra i due Paesi, ha detto la Central News Agency della Corea democratica (KCNA). “In un momento in cui le autorità fantoccio della Corea del Sud cospirano con gli Stati Uniti (…) con l’intento di attaccarci, gli accordi di non aggressione tra il Nord e il Sud perdono il loro significato“, si legge in una dichiarazione del Comitato per la Riunificazione Pacifica della Corea.
La Corea democratica considera “non valido” la dichiarazione congiunta con Seoul sulla denuclearizzazione della penisola coreana. Pyongyang ha anche detto che ha interrotto il “telefono rosso” vigente tra Nord e Sud dal 1971. La Corea democratica ha intrapreso la procedura in risposta alla decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di adottare nuove sanzioni contro Pyongyang. Queste sanzioni hanno lo scopo di reprimere le attività illecite dei diplomatici della Corea democratica, in particolare, permettere di ispezionare le valigie diplomatiche per impedire il trasporto di grandi quantità di denaro per finanziare il programma nucleare e balistico di Pyongyang.

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

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Corea democratica: I nostri missili in grado di colpire il continente americano

RussiaToday 27 febbraio 2013

7870454La Corea democratica è dotata di missili a testata nucleare a lungo raggio che possono ora raggiungere gli Stati Uniti, affermano un editoriale del giornale e del sito governativi. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha imposto ulteriori sanzioni contro lo Stato nordcoreano per il suo recente test nucleare. L’articolo del sito Uriminzokkiri ha affermato che Pyongyang è uno “Stato completamente indipendente in fatto di missili e nucleare“, avvertendo che gli Stati Uniti non sono più al sicuro  dall’altra parte dell’Oceano Pacifico. “Gli Stati Uniti dovrebbero essere pienamente consapevoli del fatto che il continente americano ormai rientra nella gittata dei nostri missili strategici nucleari“, ha detto l’editoriale. Il pezzo era firmato da un membro del Comitato nazionale per la pace coreano.
La maggior parte degli esperti militari ritiene che la Corea democratica sia ancora lontana dal poter sviluppare una testata nucleare abbastanza piccola da installare sul missile a lungo raggio Taepodong-2. Ma il terzo test nucleare della Corea democratica avrebbe riguardato un dispositivo più piccolo rispetto agli altri due, suscitando la preoccupazione che Pyongyang potrebbe presto raggiungere tale progresso tecnologico. Tuttavia, Pyongyang deve anche sviluppare la tecnologia dei veicoli di rientro atmosferico, un’altra sfida ingegneristica, senza cui anche un piccolo dispositivo nucleare non potrebbe sopravvivere come testata del missile balistico intercontinentale.
Il missile Taepodong è ben lungi dall’essere perfetto, come prova il test fallito nel 2006. La Corea democratica ha avuto successo con il programma del vettore spaziale Unha, che ha messo in orbita un  satellite nel dicembre 2012. Il lancio è stato considerato una violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nonostante le dichiarazioni del contrario di Pyongyang.
La notizia arriva mentre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite discute una risoluzione per imporre nuove sanzioni a Pyongyang per il suo ultimo test nucleare. Mentre tutti i membri del Consiglio di Sicurezza condannano il test, vi è disaccordo sull’esatta formulazione della risoluzione. La Cina, amica della Corea democratica, insiste sul fatto che il documento non include alcun riferimento al capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, che autorizza il Consiglio di Sicurezza ad intraprendere un’azione militare per riportare la pace e la sicurezza internazionale. Alcuni Paesi, Corea del Sud e Giappone, fanno pressioni per includere tale formulazione che potenzialmente aprirebbe la porta a un attacco militare contro la Corea democratica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Con il test nucleare, la Corea democratica conferma la sua linea politica

Ivan Zakharchenko RIA Novosti 13/02/2013130124154645-security-clearance-north-koreao-nukes-story-topCome i leader coreani avevano promesso, il 12 febbraio hanno effettuato un terzo test nucleare nel nord-est del paese, vicino al confine con la Russia. Un po’ più tardi di quanto l’avessero predetto l’intelligence statunitense e la Corea del sud (2-3 febbraio), ma prima delle loro previsioni più lontane (25 febbraio). Nonostante le speranze nutrite dalla comunità internazionale che la Corea democratica, infine, ascoltasse i suoi appelli e rinunciasse al nucleare. Ma perché il test?

Spiegazione 1: Niente chiacchiere
In primo luogo, il nuovo leader nordcoreano Kim Jong-Un, che ha ereditato il potere dal defunto padre Kim Jong-Il da poco più di un anno, deve dimostrare che la sua azione ne è in continuità. Il 12 dicembre 2012, Pyongyang era riuscita a lanciare in orbita un satellite artificiale con un missile di propria produzione, che potrebbe essere dotato di testate nucleari e raggiungere un bersaglio a più di 10.000 chilometri di distanza. Voleva dimostrare esplicitamente come un carico può essere installato su un missile intercontinentale che non è diretto verso lo spazio, ma questa volta verso un nemico. E l’ultimo test nucleare ha dimostrato che la Corea democratica non parla a vanvera, il Paese aveva già effettuato due test nucleari nel 2006 e nel 2009, con Kim Jong-Il.

Spiegazione 2: Forti e senza paura davanti alle sanzioni
In secondo luogo, la Corea democratica deve dimostrare alla comunità internazionale che non può  piegarla con la forza. Pyongyang è pronta a discutere su un piano di parità, ma non in modo condiscendente. Il test nucleare è stato progettato, e la reazione della comunità internazionale dopo il lancio del missile alla fine del 2012 non era una sorpresa per Pyongyang.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato nuove sanzioni contro la Corea democratica, tra cui  restrizioni contro i dirigenti della agenzia spaziale e delle banche della Corea del nord che, direttamente o indirettamente finanziano l’industria bellica del Paese. Tutto ciò è considerato dalla Corea democratica un complotto dei suoi nemici. Anche in questo caso, il Consiglio di Sicurezza si propone di rispondere. Ma come? Con nuove sanzioni? Vietando agli alti dirigenti della Corea democratica di lasciare il Paese? Non si può dire che viaggino molto. Con il congelamento dei conti bancari degli scienziati nucleari della Corea democratica? Ma non hanno conti bancari e la Corea del nord è più il tipo che nasconde i soldi, se ne ha, nelle calze in fondo a un armadio. Limitando l’elenco dei beni di lusso di cui viene vietata l’esportazione in Corea democratica? Inseriamo nella lista nera il divieto dei pianoforti giapponesi? Questi pianoforti non vanno solo nelle case dell'”élite”, ma anche nelle scuole, per insegnare musica agli studenti. E poi, che cosa hanno a che fare con i test nucleari e i lanci di missili?
Le autorità nordcoreane hanno più volte detto che non hanno paura delle sanzioni, e con l’arma nucleare la loro la fiducia si rafforza.

Spiegazione 3: Potenza nucleare
Poi, fatta eccezione per le sanzioni delle Nazioni Unite, quali misure unilaterali sono in grado di isolare la Corea democratica fino a quando non obbedisce e rinuncia al programma nucleare, migliora la situazione dei diritti umani e abbandona la dittatura a favore della democrazia. Nessuno ha alcuna intenzione di parlare seriamente con la Corea democratica, cosa che infastidisce parecchio Pyongyang. Il Paese vuole dimostrare che è una potenza nucleare e che bisogna trattarlo diversamente. Gli Stati Uniti sono apertamente nemici della Corea democratica di Kim Jong-Un e Washington ha rifiutato per più di mezzo secolo di riconoscere lo Stato, sperando che crollasse. Gli statunitensi avevano inizialmente promesso alla Corea del Sud che non avrebbero mai riconosciuto l’esistenza legittima della Corea democratica, un membro delle Nazioni Unite, e 28.000 soldati statunitensi sono ancora presenti con il pretesto di proteggere la Corea del Sud e Seoul da un possibile attacco dal Nord. Dal rovesciamento del regime iracheno di Saddam Hussein nel 2003, ad opera degli Stati Uniti e l’inclusione della Corea democratica nella lista dell'”asse del male”, Pyongyang è passata allo sviluppo attivo delle “forze della deterrenza nucleare”, temendo il destino dell’Iraq. Il rovesciamento di Muammar Gheddafi in Libia, nel 2011, e gli attuali tentativi dei Paesi occidentali di rovesciare il regime siriano, hanno solo rafforzato i timori di Pyongyang.

Spiegazione 4: Peggio è, meglio è
Infine, la Corea democratica ritene da tempo che deve acutizzare un problema per regolarlo. In passato, è stato utile: ogni volta che ha brandito la minaccia delle armi nucleari, abbiamo subito iniziato a parlare. Così è anche questa volta, il test nucleare deve portare a negoziati diretti con gli Stati Uniti e a un livello molto alto, comprendendo il disarmo e il ritiro delle forze statunitensi dalla Corea del Sud, cosa praticamente impossibile per gli statunitensi che sono presenti, in realtà, a causa della Cina; ma è imbarazzante ammetterlo. Tuttavia, i negoziati sono possibili e apparentemente il dialogo dovrebbe iniziare a breve. I colloqui a sei con la partecipazione di Russia, Stati Uniti, Cina, Corea democratica e Giappone non inizieranno perché la questione è andata troppo lontana e questo formato non ha fatto abbandonare il programma nucleare a Pyongyang.

Un vicino conservatore: Corea del Sud
Si deve inoltre tener presente che la Corea del Sud ha un nuovo leader, la presidente Park Geun-hye, figlia dell’ex dittatore Park Chung-hee, che dovrebbe rappresentare le forze conservatrici del Paese. Da gennaio, la Corea del Sud fa anche parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, organo che prende decisioni vitali sulla sicurezza internazionale, così Seoul si assicurerà la presidenza di turno a febbraio. Quindi, i diplomatici della Corea del Sud all’ONU dovrebbero gestire la situazione, o potrebbero peggiorarla. Tuttavia, Pyongyang con l’arma nucleare che promette di continuare a sviluppare, non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro davanti chiunque.

Il parere dell’autore non coincide necessariamente con la posizione della redazione

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora – AuroraSito

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